Vecchio 28-09-2007, 12.18.11   #31
Ironcrown
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Madonna che bel thread è venuto fuori
E' stupendo stare in questo forum e partecipare a discussioni con persone così competenti e preparate
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Vecchio 28-09-2007, 15.25.01   #32
Capitano
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[QUOTE=Ironcrown;35598]

mi pare di aver letto da qualche parte che Francesco Ferdinando, l'erede al trono che fu accoppato a Sarajevo, pur essendo considerato un tradizionalista aveva in mente di dare nuove e importanti autonomie alla componente slava dell'impero, proprio al fine di scongiurare possibili rischi di insurrezione. E fu per questa ragione che la Mano Nera serba lo condannò a morte. Solo la Serbia doveva essere il punto di riferimento dei popoli slavi, l'erede al trono era un avversario troppo pericoloso.
[QUOTE=Ironcrown;35598]


Sono daccordo e rifletterei anche sul fatto che i servizi segreti dell'Impero e lo Stato Maggiore filotedesco erano perfettamente al corrente dei rischi cui andavano incontro Francesco ferdinando e Sofia. Nonostante sapessero del progetto di attentato fecero passare e ripassare il corteo dell'Arciduca e non lo sospesero neppure dopo un primo tentativo di attentato, finchè Princip che si trovò vicino al nuovo percorso per caso non perse l'occasione.
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Vecchio 28-09-2007, 17.21.39   #33
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Quoto Ironcrown quando dice:
un soldato contento è un soldato con la pancia piena che viene trattato come un essere umano e che riesce a tornare a casa ogni tanto
Ho sempre pensato che gran parte della vittoria italiana sia dovuta a Diaz (Firmato Diaz, proprio lui) che cambiò radicalmente le condizioni di vita imposte al soldato italiano da Cadorna, ne curò maggiormente il morale e l'alimentazione, fece ripartire per quanto possibile i cicli delle licenze e i turni di riposo.

Complimenti a Kleiner Pal per il libriccino, bisogna dire che è impressionante la massa di informazioni e di notizie che si può raccogliere solo dall'osservazione di un gruppo di prigionieri....

Interessante anche la definizione data dei kappenabzeichen, placchette date ai soldati invece del pane.
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Vecchio 28-09-2007, 18.20.04   #34
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Ciao a tutti,

per Flombardi... è vero gran parte dell'esito vittorioso della guerra fu dovuto alla gestione Diaz che oltre a curare maggiormente il benessere morale e materiale delle truppe curò molto bene i rapporti con il governo e il mondo civile e, soprattutto, Diaz costituì un vero ufficio di Stato Maggiore al quale furono chiamati ufficiali di talento e valore organizzativo e lui ne fu un ottimo, abile e competente capo. Nella sua funzione tenne a freno le richieste degli alleati, che volevano "spallate" per allegerire la pressione su altri fronti. La battaglia del Piave, giugno 1918, fu vinta grazie alla riorganizzazione del RE effettuata da lui dopo le tristi giornate dell'autunno 1917...

Per Kleiner... la Vittoria per anni fu festeggiata, giustamente il 4 novembre, perché a tale data ... i resti di quello che fu ... se ne tornarono a casa loro. Nel giugno erano ancora saldamente ancorati al Piave e, credo, non avessero alcuna intenzione di mollare ai taliani la "ricca" pianura veneto-friulana.


Un caro saluto

Fante 71
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Vecchio 28-09-2007, 19.45.36   #35
kleiner pal
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Infatti, e festeggiamola questa benedetta battaglia del Solstizio... un successo delle armi italiane sotto ogni punto di vista e senza ombre come Vittorio Veneto.
Rinfacciato sempre dagli "amici" dell'Intesa come una vittoria bluff.
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Vecchio 28-09-2007, 20.02.36   #36
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... Kleiner

perché dici che Vittorio Veneto ha delle ombre ? Abbiamo pianificato, attaccato, attraversato il Piave in piena, sfondato, ricacciato ecc. ecc. e tutto finì.

Non poteva continuare in eterno, ti pare ?

Comunque, se ti può interessare, io la battaglia del Solstizio la ricordo sempre con questa bella frase: ... dall'Astico al mare tutto il fronte è un fermento....

Ultimamente un giornalista (cialtrone) ha specificato dal monte Astico

.... e che gli alleati pensino alle loro castronate... molto superiori alle nostre...

no rabiarte

Un caro saluto

Fante 71
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Vecchio 28-09-2007, 20.20.57   #37
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Figurite se me rabio...

Solo vorrei che fossero chiari alcuni fatti storici che troppo spesso vengono trascurati dalla storiografia italiana.

Finis Austriae.

Sul fronte macedone-balcanico il generale francese Serrail, impegnatosi fino allora più nel campo politico che in quello militare, era stato sostituito dal collega Franchet d’Esperey, che aveva subito progettato una grande offensiva delle truppe britanniche, francesi, serbe, greche e italiane dell’Armata d’Oriente.

L’attacco scattò il 15 settembre del 1918.

La linea del fronte, tenuta dall’esercito bulgaro con l’aiuto di reparti austro-ungarici, tedeschi e turchi, venne immediatamente sfondata con irrisoria facilità e il solo ostacolo a una veloce avanzata verso nord delle dell’Armata d’Oriente era rappresentato dal terreno montagnoso, impervio e privo di vie di comunicazione.

La lenta avanzata dell’Armata d’Oriente ebbe però effetti devastanti sull’andamento delle operazioni della guerra in corso, l’equilibrio fra le potenze dell’Intesa e quelle degli Imperi Centrali si era irrimediabilmente rotto.

Il 29 settembre la Bulgaria chiese e ottenne l’armistizio.

Il tentativo austro-ungarico e tedesco di creare una nuova linea difensiva a sud di Belgrado fallì e la via verso Budapest e il cuore dell’Ungheria era aperta.

Il governo ungherese ordinò allora a tutti i reparti ungheresi dell’esercito austro-ungarico di abbandonare le linee che presidiavano sia sul fronte russo che sul fronte italiano e di accorrere alla difesa degli indifesi confini meridionali del paese.

Iniziava il crollo dell’impero austro-ungarico.

Il 6 ottobre a Zagabria si riunì l’assemblea dei popoli del nuovo stato dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, la futura Jugoslavia.

Il 16 seguente l’imperatore Carlo emise il suo ultimo editto, in cui scioglieva i popoli dell’Austria-Ungheria da ogni vincolo statale mentre contemporaneamente a Zagabria nasceva il regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni.

Sulle navi della imperiale e regia marina da guerra sventolava ora la bandiera del nuovo stato, alleato con le potenze dell’Intesa e quindi anche con il regno di Italia.

Il 30 ottobre veniva proclamata a Budapest la repubblica ungherese.

L’impero austro-ungarico non esisteva più, stretta da ogni parte anche la Germania si sarebbe ben presto arresa.
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