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riviste per l'estate
Vecchio 05-08-2017, 08.25.59   #1
mufasa
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una riflessione di oggi che siamo in ferie e la mia 'edicola "gode"

io sono un vecchio lettore di riviste d'armi, di militaria e di storia militare.....

i miei miti e la mia educazione sulle prime sono i vecchi Tac Armi e Diana Armi anni 70/80 poi mi sembra armi e Tiro... in sintesi conservo le annate d'oro ma le da qualche lustro le nuove proprio non riesco a leggerle (mi danno un po il senso delle "nostre" riviste di settore della mia azienda dove noi pubblichiamo redazionali per "sponsorizzare"......

le riviste di Militaria, centro di questo forum, mi piacciano quando sono trasversali e di qualità, rendendomi perfettamente conto che chi fa una rivista di carta oggi (basta pensare che la maggior parte hanno cessato o sono fallite nel senso economico del termine) ha delle esigenze ben precise e che il pubblico da raggiungere è anche quello generico. Non mi piacciono i renactors, i metal, gli articoli riempitivi, la pubblicità troppo dichiarata e non pertinente.....Il mio mito (qui le conservo tutte, e un utente di Blitzkrigmilitaria non ha bisogno di presentazioni!) sono l'esperimento di Calamandrei su Diana Armi, una ventina di supplementi e poi il tentativo di allegati indimenticabili.......

Le riviste di Storia oggi soprattutto sul divulgativo hanno bei scaffali ma anche qui per chi "è stato educato" dagli Storia Illustrata con le firme e gli articoli degli anni 70/80 sono cose sempre interessanti ma da "leggere al mare"....
Ma qui volevo segnalare una rivista che ancora mi da il piacere dell'attesa ogni inizio mese e che non mi delude mai da tanti anni : oggi ho comprato il n.287 di Storia Militare (li ho tutti) . Tre anni fa è passata dalla ottima gestione Albertelli alla nuova ancora più bella nella forma e nella sostanza, con l'integrazione mensile o bimensile di monografie di altissima qualità. Anche qui bisogna "mandar giù" nel senso come gli avvisati più volte la marina e l' aeronautica quando va bene occupano la metà dello spazio e due dossier su tre sono dello stesso argomento. Ma il resto è veramente senza se e senza ma (per esempio sul numero di agosto abbiamo, mi sembra il terzo o quarto dell'anno, la prima parte di un articolo nel solito stile di Daniele Guglielmi e Claudio Biscarini sui Panther in Toscana, e il dossier del mese sul M47 Patton ha stessa firma + per esempio Filippo Capellano, e anche qui veniamo da 3 recentissimi dossier analoghi sui carri italiani del dopoguerra). Pubblicità fuori delle loro pubblicazioni praticamente nulla.

Poi non ultimo per le nostre ricerche i continui aggiornamenti dell'indice.....


http://www.societaitalianastoriamili...N.%201-243.pdf
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Vecchio 05-08-2017, 09.19.15   #2
Kanister
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Girerò la tua segnalazione al direttore della rivista: penso gli farà piacere.
Circa la distribuzione degli argomenti l'ho sentito più volte giustificare la necessità di accontentare le varie utenze (terra, mare, cielo), mantenendo un certo equilibrio, non sempre ottenibile semplicemente.
D'altra parte lo scorso numero vi erano ben 18 pagine dedidate alla storia del MAB, ed io, pur essendo appassionato solo di armi e di mitra in particolare, l'ho trovato eccessivo: perchè non dividerlo su due numeri? Ma questo glielo rinfaccerò presto.
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Ciao, g.u.
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Vecchio 05-08-2017, 13.09.27   #3
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Girerò la tua segnalazione al direttore della rivista: penso gli farà piacere.
Circa la distribuzione degli argomenti l'ho sentito più volte giustificare la necessità di accontentare le varie utenze (terra, mare, cielo), mantenendo un certo equilibrio, non sempre ottenibile semplicemente.
D'altra parte lo scorso numero vi erano ben 18 pagine dedidate alla storia del MAB, ed io, pur essendo appassionato solo di armi e di mitra in particolare, l'ho trovato eccessivo: perchè non dividerlo su due numeri? Ma questo glielo rinfaccerò presto.
ti ringrazio...... ecco quello del MAB dello scorso numero ancora appunto a riconferma di come piace a me!!!

ciao Oriano
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Vecchio 05-08-2017, 18.21.13   #4
MarcoPennisi
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Non posso che condividere la riflessione di Oriano perché il nostro background culturale, per lo meno per ciò che attiene alle letture degli argomenti a noi cari, é esattamente lo stesso.
Voglio solo spezzare una lancia in favore degli editori, avendo lavorato per 28 anni in campo editoriale, di cui 6 come collaboratore redazionale, per altro anche di TACArmi, e 4 in una concessionaria di pubblicità. Conciliare le esigenze imprenditoriali dell'editoria con le istanze del lettorato, stando al passo con le mode del momento, non é un'impresa facile né facilmente comprensibile dai non addetti ai lavori (cioé i lettori). Naturalmente ciascuno vorrebbe vedere la rivista quasi interamente dedicata ai propri interessi, dimentico dei problemi di pianificazione degli articoli, degli assilli economici e di tutti gli altri impicci pratici (compresi ritardi ed errori della tipografia) che l'editore deve affrontare. Viviamo in un mondo che informa alla convenienza economica tutte le attività umane: redazionali, pubblicità e sponsorizzazioni sono purtroppo diventate necessarie, devi fartene una ragione. Ricordo tanti anni fa un'imprenditore con il pallino delle scienze che voleva editare una rivista specializzata. Fatta molto bene, articoli validi, colmava un buco nel panorama dei periodici italiani. Visionai la bozza del numero 0 per discuterne la produzione e la distribuzione, vidi che non c'era 1 pagina, dico 1, di pubblicità. All'imprenditore, vero appassionato, non importava nulla, voleva il periodico dedicato interamente alla sua passione. Gli profetizzai che non sarebbe andato oltre i primi tre numeri, chiuse dopo il n°2.
Le riviste del III° millenio riesco ancora a leggerle, anche se molte pagine le salto a pié pari e mal digerisco l'impaginazione talora caotica e certa stesura dei contenuti parcellizzata in boxini e banner, con spreco di colori, fastidiosi fondini che non agevolano la lettura, immagini disallineate o di traverso.. Ho cercato di ovviare alla discobntinuità dei contenuti leggendo anche riviste francesi, inglesi e tedesche, arrivando ad accumulare fino ad una dozzina di periodici al mese. In tal modo sono sempre riuscito a leggere molto di ciò che m'interessava di più, ma ad un costo non indifferente. Da tradizionalista non mi sono ancora convertito alle versioni digitali delle riviste, ma é solo questione di tempo. La tecnologia potrebbe ovviare all'onere economico della stampa (relativo) e della distribuzione (elevato), chissà che con i problemi economici ridimensionati gli editori possano tornare ad essere più editori e meno imprenditori.
MP
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Vecchio 06-08-2017, 11.32.59   #5
mufasa
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La tecnologia potrebbe ovviare all'onere economico della stampa (relativo) e della distribuzione (elevato), chissà che con i problemi economici ridimensionati gli editori possano tornare ad essere più editori e meno imprenditori.
MP
quoto tutto e in particolare le righe sopra.... abbiamo tutti famiglia e in particolare gli editori che a fine mese devono fare i conti....

ma sono convinto che allargare il numero dei lettori a scapito della qualità, paghi solo nel brevissimo termine...... Albertelli (editore puro) ha quindi chiuso ma uno dei suoi prodotti più belli, appunto Storia Militare e in ottima salute puntando appunto sulle "firme".....

ma ripeto siamo vecchi e editorialmente "reazionari", ma anche clienti ! (io ho scritto due anni fa al nuovo direttore di Storia Militare dopo 2 numeri full aeronautica e marina, per dirgli che stava perdendo un "cliente" e ho avuto risposta e devo dire soddisfazione)
E prima regola commerciale i un azienda mai perdere un cliente vecchio a scapito di uno nuovo fidelizzato..... è anche così che sono saltate tante delle nostre riviste
ciaoooo
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Vecchio 07-08-2017, 13.20.28   #6
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Su richiesta di Maurizio Brescia, direttore di "Storia Militare" pubblico una sua nota di risposta alle osservazioni e richieste riportate in questa discussione.
Spero che Bruno non abbia niente da ridire (altrimenti mi dimenticherò di invitarlo alle prossime cene.....)

Ringrazio l’amico Gianluigi per avermi segnalato questa interessante discussione e ringrazio gli amministratori per aver “ospitato” questo mio intervento.
Fa sempre piacere leggere commenti positivi sulla nostra attività: da un lato, produrre pubblicazioni di qualità è fondamentale per la nostra Casa Editrice e dall’altro – come ho scritto nell’editoriale del fascicolo di agosto di “STORIA militare” – non bisogna sedersi sugli allori ed occorre cercare sempre di migliorare quanto, mensilmente, poniamo in vendita in edicola.
Ciò premesso, vengo a rispondere ad alcuni delle osservazioni (per quanto ovvio costruttive) che sono state qui rappresentate.
• Articoli in una/due puntate – Da sempre è una questione “annosa” e dibattuta che deve tenere conto di taluni punti purtroppo oggettivi e difficilmente modificabili: il numero di pagine disponibili sul mensile (64); la programmazione editoriale della rivista (che comporta la lavorazione di almeno 5/6 numeri successivi a quello in edicola ogni mese); il bilanciamento degli argomenti e dei periodi storici; “last but not least” il gradimento dei lettori. Proprio su quest’ultimo punto, dal sondaggio condotto in rete tra settembre e ottobre 2014 (pochi mesi dopo la presa in carico delle riviste da parte della “Edizioni Storia Militare srl”) era emersa la preferenza da parte di una forte maggioranza di nostri lettori per articoli da pubblicare possibilmente in una sola puntata.
È ovvio che non sempre ciò è possibile, e quando il numero complessivo delle pagine supera la ventina siamo costretti a dividere in due parti l’articolo. Nel caso specifico dell’articolo sul MAB (luglio 2017), nello stesso fascicolo era presente già la prima parte di un altro articolo (“I missili balistici “Atlas” e “Titan”, che per la sua lunghezza non poteva non comparire in due parti): per esperienze pregresse, abbiamo visto che pubblicare sullo stesso numero due articoli non completi non è molto gradito dalla maggioranza dei lettori, fatto che – in effetti – porta ad una eccessiva “frammentazione” degli argomenti con una certa difficoltà a seguire organicamente il tutto su più mensilità. Abbiamo quindi optato per pubblicare l’articolo sul MAB (che era “al limite” della lunghezza per un singolo articolo), inserendo poi nel medesimo fascicolo un altro articolo del settore “esercito” più breve, sul “Kanister” e i suoi derivati.
• Soggetti e suddivisione per settore dei “Dossier”. Devo premettere che i “Dossier” dal n. 15 al n. 20 sono stati da noi “ereditati” dalla precedente gestione già lavorati e pressoché pronti per la pubblicazione, quindi per il primo anno di nostra competenza su questo specifico punto non abbiamo potuto influire gran che.
Tuttavia, da settembre 2014 ad oggi sono stati pubblicati 18 “Dossier” così suddivisi:
- 7 di “Marina” (La trilogia sulla MM 1945-2015, i due sui mezzi d’assalto e i due sui sommergibili della MM 1945-2016)
- 5 di “Esercito” (L’artiglieria contraerei, i tre sui mezzi corazzati 1945- 2015 e quello sugli “Alpini” 1915-1918)
- 6 di “Aeronautica” (8th Air Force, i due sull’ANR, quello sull’Aviazione Legionaria e i due sui bombardieri della R.A. 1940-1943).
Personalmente, ancorché il sottoscritto (come il precedente direttore, peraltro), sia di estrazione “Marina” non vedo l’eccessiva preponderanza di un settore su un altro, anche perché va tenuto conto di due fattori: l’alternanza degli argomenti cielo/terra/mare (che fa parte della programmazione e degli “obblighi” redazionali) e quanto ci forniscono gli autori i quali, nella maggior parte dei casi, hanno un’attività propria e svolgono quella di pubblicista “freelance” in abbinamento ad altri lavori, spesso gravosi.
Di conseguenza, dopo il Dossier “Alpini” (marzo) e i due sui bombardieri (maggio e luglio), il prossimo (settembre) sarà di argomento “Marina”, Seguirà poi una programmazione assolutamente “bilanciata” con un “Dossier” doppio di argomento “Esercito” (novembre 2017 e gennaio 2018), un altro doppio di “Aeronautica” (marzo e maggio 2018) e un altro ancora doppio di “Marina” a luglio e settembre 2018.
Il problema non si pone per il nuovo bimestrale monografico “Briefing” che, per sua natura e impostazione, è “ad uscita singola” con argomenti sempre alternati nella sequenza terra/cielo/mare.
• In ultimo, un breve commento sugli “editori che devono essere meno imprenditori”: purtroppo i due elementi non possono essere disgiunti.
È indispensabile bilanciare le esigenze scientifico-storico-divulgative con quelle economico-commerciali: proprio in questa discussione è stato fatto l’esempio di una rivista fatta “da appassionati per gli appassionati” che ha avuto vita ahimè breve. La possibilità di far uscire tutti i mesi in edicola dipende da diversi punti dai quali non si può prescindere:
- Il prodotto DEVE essere comunque di qualità (si tratta di prodotti di nicchia che, da un lato, possono contare su una “readership” fidelizzata ma, dall’altro, devono essere sempre (per quanto possibile) al massimo della qualità per ogni argomento trattato e per gli autori e i collaboratori che firmano ogni mese gli articoli.
- Peraltro, come è stato giustamente evidenziato, per nostra impostazione non presentiamo pagine di pubblicità “inutili” o non attinenti al nostro settore. Di conseguenza, per vendere la rivista (la cui unica fonte di ricavo sono le copie vendute in edicola e quelle in abbonamento) dobbiamo fare riferimento ad una gamma di lettori quanto più ampia e vasta possibile, alternando argomenti e periodi storici anche se – va ben tenuto presente – in 64 pagine sarà sempre impossibile suddividere ad un preciso 33,3 periodico per cento i settori esercito/aviazione/marina.
- Sappiamo anche che è impossibile accontentare sempre tutti i lettori… di conseguenza cerchiamo quanto più possibile di “essere nella media”, restando ovviamente aperti a commenti, critiche costruttive, osservazioni e consigli come quelli che ho letto con piacere in questa discussione.
Proprio su quest’ultimo punto desidero ricordare che, per ogni commento e contatto, sono sempre raggiungibile alla nostra e-mail redazionale (redazione@edizionistoriamilitare.it); inoltre posso anticipare che, verosimilmente già nel corso del 2018, attiveremo in rete un nuovo sondaggio che, a quattro anni di distanza da quello già ricordato del 2014, ci potrà dare senz’altro ulteriori indicazioni per le nostre future attività e programmazione.
Saluto tutti cordialmente e ringrazio per l’interesse e la passione con cui le nostre pubblicazioni vengono lette, seguite e commentate,
Maurizio Brescia
Direttore
“STORIA militare”
“STORIA militare Dossier”
“STORIA militare Briefing”
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Ciao, g.u.
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Vecchio 07-08-2017, 14.35.36   #7
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un grazie a Kanister per " l'intermediazione" e un altro speciale al direttore Sig. Maurizio Brescia.....


mi piace su tutto come sempre concentrarmi su alcuni punti della risposta del direttore:


- Il prodotto DEVE essere comunque di qualità (si tratta di prodotti di nicchia che, da un lato, possono contare su una “readership” fidelizzata ma, dall’altro, devono essere sempre (per quanto possibile) al massimo della qualità per ogni argomento trattato e per gli autori e i collaboratori che firmano ogni mese gli articoli.


e queste righe sono secondo me la sintesi di "Storia Militare" e i suoi dossier
ancora grazie e continuate cosi.........

Oriano
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Vecchio 01-09-2017, 09.32.03   #8
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Preso oggi il settembre con la seconda parte dell' articolo dei Panther in Toscana di Giglielmi/Biscarini..... irresistibile nel senso che l ho letto in macchina prima di salire in ufficio..... purtroppo i prossimi numeri speciali sono aeronavali (il camouflage delle navi italiane nella WWII e FW 190) ma del resto adel agosto c era il Patton!!! Resisteremo.......
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Vecchio 22-07-2018, 13.58.24   #9
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Continuo a segnalare l alto taglio, in firme, argomenti, veste editoriale di questa pubblicazione....

Oggi ho sfogliato gli ultimi 5 numeri: Carabina Winchester M1, Il RE nella Guerra antipatici ana in Russia, u-Boote catturati, Snellboote, Panterturm.... etc etc perché ci sono sempre begli articoli, inediti e di gran qualità per esempio qui Vietnam, Falkland etc etc... e salto aeronautica e navale alto che guardò solo le foto....

Autori che non Hanno bisogno di presentazioni (Bagnasco, Cappellano, Guglielmi, Pedriali etc)..... praticamente niente pubblicita’ e riempitivi.... poi la politica vincente dei numeri “speciali” .... monografie che sono libri imperdibili ( le ultime sull obice da 105, sulla nostra aviazione nella prima guerra, e ad agosto c è il Leopard.....)

E’ incredibile come il grande patrimonio e tradizione di questa “invenzione” di Albertelli non solo non sia andata persa, ma anzi sempre di più avanza e migliora.....


Secondo me per chi ama la storia, la tecnica, le armi, le battaglie, le fortificazioni e non solo, imperdibile....
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Vecchio 22-07-2018, 15.42.30   #10
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Ciao Mufasa, cosa ne pensi dell'articolo sulla M1? E' sufficientemente documentato?
Sono particolarmente interessato ad un giudizio in quanto l'autore è un amico con cui sono in continuo contatto.
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Vecchio 22-07-2018, 19.50.33   #11
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Ciao Mufasa, cosa ne pensi dell'articolo sulla M1? E' sufficientemente documentato?
Sono particolarmente interessato ad un giudizio in quanto l'autore è un amico con cui sono in continuo contatto.

fagli i complimenti, un bel 9! (non sono facile al 10, sono molto viziato in questo argomento, quindi è un ottimo voto....)

Mi è piaciuto molto l'approccio professionale di uno che conosce la materia: più che nella parte "storica" e produttiva, veramente completa e ben fatta, io lo vedo subito nella "descrizione tecnica" quando la maggior parte degli scrittori d'armi per riviste generiche fanno un copia incolla dei manuali militari al punto che sembrano sinossi militari. Qui invece c'è assolutamente uno studio serio a monte che non è solo una sintesi delle notizie fin qui note. E anche le foto di corredo non banali....

bravo!!
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Vecchio 22-07-2018, 20.16.09   #12
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Ti ringrazio per il commento: l'ho segnalato all'autore e sono sicuro che non mancherà di rispondere. Provvederò a girarti le risposte.
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Vecchio 22-07-2018, 20.32.15   #13
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Ecco la risposta a tambur battente:

Grazie per aver inoltrato i commenti di "Mufasa" - vediamo cosa dice dopo che vede la seconda parte. Ovviamente mi ha fatto piacere leggere i complimenti, ma appena ho letto, mi sono reso conto che l'articolo che sto scrivendo sulla M2 non sarà fatta così bene come quella sul M1, e che Mufasa sarà molto deluso quando lo legge! Per la carabina, a parte che ho avuto esemplari da studiare direttamente, è un argomento che conosco abbastanza bene ed era facile scrivere; della M2 Browning si tratta di una storia del tutto diverso….

Comunque, se ritieni opportuno, dici a Mufasa che sono molto contento della "recensione"...



C'è qualche imperfezione nell'italiano ma direi che certi nostri politici sono peggio.

PS: la M2 Browning è logicamente la .50, che sarà oggetto di un prossimo articolo.
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Vecchio 22-07-2018, 22.04.42   #14
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Ecco la risposta a tambur battente:

Grazie per aver inoltrato i commenti di "Mufasa" - vediamo cosa dice dopo che vede la seconda parte. Ovviamente mi ha fatto piacere leggere i complimenti, ma appena ho letto, mi sono reso conto che l'articolo che sto scrivendo sulla M2 non sarà fatta così bene come quella sul M1, e che Mufasa sarà molto deluso quando lo legge! Per la carabina, a parte che ho avuto esemplari da studiare direttamente, è un argomento che conosco abbastanza bene ed era facile scrivere; della M2 Browning si tratta di una storia del tutto diverso….

Comunque, se ritieni opportuno, dici a Mufasa che sono molto contento della "recensione"...



C'è qualche imperfezione nell'italiano ma direi che certi nostri politici sono peggio.

PS: la M2 Browning è logicamente la .50, che sarà oggetto di un prossimo articolo.


Grazie Kanister..... aspetto impaziente la “50”.....
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Vecchio 29-07-2018, 10.58.14   #15
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e come avevo messo all'inizio tutto questo ben di Dio è immediatamente fruibile per qualsiasi ricerca storica, tecnica o militare grazie all'indice on line, di accesso molto facile per argomenti e periodo storico, e soprattutto puntualmente aggiornato.....

http://www.edizionistoriamilitare.it/html/indice.html
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