Type C flying helmet
Vecchio 05-06-2013, 12.40.36   #1
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L'antefatto.

Internet era ben lungi da diventare quell'oracolo virtuale cui siamo soliti confrontarci oggigiorno, e le comunicazioni con gli altri collezionisti avvenivano in maniera cartacea, implicando ere geologiche d'attesa.

Il mio amico norvegese collezionava curiosamente materale del ventennio ed io ero già indirizzato verso quella passione aeronautica che ancora perseguo. Sapeva bene, lui, che per portarmi via quelle tessere della Milizia, aveva bisogno di qualcosa che solleticasse il mio sofisticatissimo velupendolo...

La cuffia da volo della RAF che mi propose mi lasciò per un attimo interdetto. Va bene che si trattava di una type C del primissimo tipo, e che taglia e condizioni erano quelle che più potevano rendere appetibile un oggetto del genere, ma non potevo certo dire di trovarmi dinnanzi ad un oggetto che mi facesse letteralmente svenire! Sarà stata la giovane età, sarà stato l'amore per l'immenso blu che ancora mi porto appresso, fatto stà che accettai il cambio - piuttosto equo in termini monetari - e mi preparai a ricevere il tanto decantato pacco. Decantato dall'amico nordico perché, mi ero dimenticato di specificare, in modo che accettassi quello scambio che all'inizio m'aveva fatto storcere il naso, si era sperticato in roboanti racconti, gli stessi che avrebbero fornito un succulento pedigree a quell'apparato del secondo conflitto mondiale. A detta di Liam (non ricordo esattamente il nome, ma mi sembra suonasse press'appoco così), la cuffia era appartenuta ad un asso della caccia suo conterraneo, artefice nientemeno che dell'abbattimento di un paio di aerei tedeschi! Li' per li non feci troppo caso alla storia: sapevo di quanto piacesse ai collezionisti di ogni latitudine, accompagnare i pezzi che possiedono a qualche storia che, nell'intenzione di molti, dovrebbe dare quell'aura di accattivante blasone che non guasta mai, soprattutto in tema di vendita! In ogni caso, accettai lo scambio e, in capo a qualche giorno, la cuffia tipo 'C' era nelle mie mani. Sappiamo bene quante attenzioni possa ricevere il giocattolo nuovo e di quanto repentino possa essere talvolta lo scemare dell'interesse, magari soppiantato dal nuovo pezzo che l'ha seguito, di indubbia quanto maggiore rarità. Fatto volle che, dopo un po' di tempo, la cuffia finisse su di una mensola e 'dimenticata' (assieme alla sua storia) fino a tempi relativamente recenti.

Passa qualche anno. Adesso internet è una diffusissima realtà. I contatti, gli scambi, le transazioni, avvengono con la velocità che le fibre ottiche ci permettono e, allo stesso tempo, diventa una fonte inesauribile di notizie, un immensa biblioteca cui è facilissimo attingere. Solleticato da chissà che cosa, mi tornano in mente le parole del Norvegese, e della storia accorata che aveva accompagnato quello scambio vecchissimo. Basta che digiti sulla tastiera il nome e cognome ricamato su quella minuscola etichetta, che la serie di risultati che appaiono facciano si che il sottoscritto quasi non creda ai suoi occhi!
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Vecchio 05-06-2013, 12.45.54   #2
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La cuffia.

Lasciamo per un'attimo da parte quello che il monitor mi rimandò allora ed andiamo ad osservare questo bel prodotto dell'industria bellica dell'Inghilterra del secondo conflitto mondiale.

La cuffia è quella che comunemente viene indicata come Type C e differisce dalla sua 'sorella' più vecchia del cablaggio esterno e da quattro fettucce, tutte chiuse da altrettanti bottoni automatici, atte a trattenere l'elastico degli occhiali da volo. Fatta in pelle e foderata di morbido camoscio, è estremamente confortevole e versatile ed accompagnerà gli equipaggi da volo della RAF dal 1941 fino al termine del conflitto.
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Vecchio 05-06-2013, 12.55.00   #3
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Gli occhiali, del tipo Mk IVb, sono il frutto di tutti gli studi profusi dall'Air Ministry volti ad assicurare il miglior campo visivo possibile a quanti si troveranno ad indossarli e la migliore protezione del volto, contro schegge e fuoco. Constano di un elastico tubolare che circonda gli auricolari e fermato, nella sua parte posteriore, da una fettuccia in cuoio ed una fibbietta scorsoia.
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Vecchio 05-06-2013, 12.55.58   #4
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La maschera ad ossigeno, modello 'G', è quella più comunemente indossata dagli equipaggi di Sua Maestà, e dai suoi alleati. Fa tesoro delle esperienze passate (soprattutto di altri belligeranti) e sostituisce l'obsoleta maschera 'D' in tessuto (ed a flusso continuo) che ha equipaggiato i 'pochi' della Battaglia d'Inghilterra, e la più complessa 'E' della quale mutua il sistema.
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Vecchio 05-06-2013, 12.58.46   #5
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Il personaggio.


Dag Krohn, (questo è il nome i cui risultati mi avevano fatto trasalire davanti al monitor) per buona pace dei biografi e della propaganda, che vogliono i propri eroi di provenienza nazionale, nasce a Oslo nel 1912 e cresce fra Frogner e Vinderen, nomi impronunziabili dall'onomastica altrettanto nazionalista. Dopo la laurea, si educò (così dice la sua biografia), in radiotelegrafia e frequentò la Hærens Flyveskole, la scuola di volo, nel biennio 1933/34. Di lui si sa' che fu anche un esperto nuotatore, velista, pescatore e, manco a dirlo, cacciatore. L'inizio del conflitto, lo vede sottotenente in una Jagevingen, l'unità da caccia nazionale, basata all'aeroporto di Forneb, montato su Gloster Gladiators.

Questo il suo volto:
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Vecchio 05-06-2013, 13.02.17   #6
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Il 9 Aprile 1940, il primo giorno dell'invasione della Norvegia, i piloti dello Jagevingen, a dispetto della cavalcatura cui dispongono - non certo dei draghi in tema di velocità ed armamento - riescono ad abbattere cinque apparecchi tedeschi. Due Messerschmitt Bf 110, due He 111 ed uno Ju 52 da transporto, cadono infatti sotto i colpi degl'intrepidi aviatori. Alla barra del Gladiator n.423, quel giorno, il Lieutenant Krohn si aggiudica due vittorie e il danneggiamento di un bombardiere nemico.

Di seguito il Gloster Gladiator che qualcuno riferisce essere stato condotto da Krohn. Il combat report parla invece del 423.
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Vecchio 05-06-2013, 13.07.26   #7
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Dal combat report di Dag Krohn del 9Aprile 1940.

Appena dopo le 06:00 il Sottotenente Krohn assieme ai Sergenti Kristian Fredrik Schye (Gladiator 427) e Per Waaler (429) esce di pattuglia. Di questa si sà essere infruttuosa e che i Gladiator riconquistano il terreno dopo 50 minuti.

Alle 07:00 vengono rilevate larghe formazioni nemiche, dell'ordine di più di 150 apparecchi di tipo diverso, identificati come He 111, Do 17, Bf 110 e Ju 52. Sfortunatamente la velocità del Gladiator non è delle più performanti, e riscontra alcune difficoltà a seguire gli assalitori in volo livellato. Nonostante questo, riesce ad abbattere un Heinkel, che sarà visto cadere verticalmente a sud-est di Fornebu e quello che riporta essere un Do17. Mentre cerca di seguire il velivolo nel suo ultimo viaggio viene attaccato da due Me110, da cui riesce a disimpegnarsi picchiando nelle nuvole sotto di lui. Riguadagnata quota si imbatte in un altro bimotore del quale, è riportato, riesce a colpirne il mitragliere. Prima che l'Heinkel riesca a scomparire nella nebbia, Krohn spara 'con tutto ciò di cui dispone' sulla sezione di prua, il cockpit e le ali. Sulla via del ritorno in direzione di Fornebu mitraglia alcuni Ju 52/3m sul terreno. Atterra a nord-est della baia di Tyrisfjord dove trova Rolf Tradin ed il suo Gladiator.

Nella foto: Dag Krohn all'estrema destra con giubbotto impellicciato:
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Vecchio 05-06-2013, 13.10.44   #8
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Nella tarda mattinata il Lieutenant Krohn assieme al parigrado Tradin, decolla da Tyrisfjord per volare in direzione di Hamar, atterrando sul lago Mjösa. Sfortunatamente, le ruote del Gladiator di Tradin si intrappolarono nel ghiaccio, rendendo impossibile il successivo decollo. L'aereo fu abbandonato e catturato dai tedeschi.

Nel pomeriggio Krohn decolla nuovamente, questa volta da solo. Nessun a vento particolare accompagna questa seconda missione della giornata.

Di seguito il Gladiator sui ghiacci del lago Mjösa:
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Vecchio 05-06-2013, 13.11.44   #9
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Nell'autunno del 1940, assieme al suo compagno Finn Thorsager, attraversa la Svezia, l'Unione Sovietica, il Giappone e gli Stati Uniti per arrivare a Little Norway nel Gennaio del 1941. E' li' che, dopo esser diventato istruttore, si unisce al Ferry Command, con cui effettuarà alcuni missioni segretissime di trasporto. Sarà lui che porterà nientemeno che Winston Churchill a Teheran, perché il primo ministro partecipi allo storico incontro che si sarebbe tenuto nella capitale iraniana. Della sua attività postbellica, sappiamo poco, a parte la sua militanza nella SAS, famosissima compagnia di bandiera scandinava in qualità di capitano. Dopo una vita avventurosa, Dag Krohn si spenge nel 1989.

Nel 1978 i membri sell'associazione storica aeronautica, riporta alla luce i resti di quello che dovrebbe essere l'aereo abbattuto da Krohn a Nesodden, constatando al di la' di ogni ragionevole dubbio che si tratta di un Me110. Le ricerche che sono succedute al ritrovamento avrebbero collocato l'apparecchio nelle fila del 1./ZG 76, pilotato dal Sottotenente Erhard Kort e col mitragliere Unteroffizier Heinrich Bockheimer.
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Vecchio 05-06-2013, 13.15.59   #10
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L'epilogo.

L'interno della cuffia oggetto del thread. E' possibile apprezzarne il camoscio che lo riveste, l'imbottitura atta ad accogliere il padiglione auricolare ed i fori per le cuffie.

Cucita su di un lato, come si usava all'epoca, l'etichetta intessuta con il nome del precedente proprietario....
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Vecchio 05-06-2013, 13.16.43   #11
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Questo è quanto, per adesso. Sicuro di avervi tediato abbastanza, vi saluto e rimando alla prossima avventura!

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Vecchio 05-06-2013, 15.13.47   #12
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Vecchio 05-06-2013, 17.25.25   #13
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Bel pezzo, sicuramente, ma è soprattutto la storia che ho trovato molto gustosa e ben ricostruita
Questo pilota non era ufficialmente un asso, perchè non raggiunse la tradizionale quota di abbattimenti necessaria (5) per diventarlo. Ma se asso non divenne, ciò fu solo a causa del corso sfavorevole della guerra per la sua nazione e per il fatto che, come hai detto, in seguito si dedicò a operazioni di trasporto e non di combattimento.
Questo Dag Krohn doveva di certo essere un bel manico, essendo riuscito ad abbattere degli aerei tedeschi con un umile, vecchio Gladiator! Ok, il Bf110 rispetto al '109 era un catenaccio che non stava in aria nemmeno con i palloncini, ma i piloti tedeschi erano tutt'altro che degli sprovveduti!

Concludo con una domanda: queste cuffie erano per tutti i piloti indistintamente oppure erano destinate a una particolare specialità (caccia, trasporto, bombardamento...)?
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Vecchio 06-06-2013, 12.09.56   #14
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Non posso che complimentarmi con questo set, davvero notevole, e per la ricerca che ti ha portato a conoscere e farci conoscere il suo valoroso proprietario.

I vecchi biplani Gloster ebbero più chance nelle mani dei piloti scandinavi (finlandesi, oltre che norvegesi) che in quelle britanniche (non fosse altro perché in patria erano relegati in seconda o terza linea).

Credo che questa configurazione fosse abituale per i piloti della Raf, fossero essi dei cacciatori, degli umili e coraggiosi piloti da trasporto o gli equipaggi dei poderosi Lanc, Stirling o Halifax che nottetempo seminavano l'inferno sulle città tedesche (ricambiando x 20 le "cortesie" dei colleghi germanici, potendo contare su macchine e ordigni appositamente pensati per tale scopo, cosa che i tedeschi non riuscirono mai a fare, per lo meno non nelle quantità e nei tempi dovuti e necessari).
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Vecchio 07-06-2013, 09.54.25   #15
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Ciao, Tank! Grazie mille per il tuo commento, e lieto che anche tu possa esserti appassionato alla storia di questo caschetto da volo! Che, fra le altre cose è perfettamente coevo ad un certo salvagente, che Krohn potrebbe aver indossato con la cuffia tipo 'C'!

Alla prossima! Pik As
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