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Vecchio 15-07-2018, 14.25.25   #16
Gew44
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anche a me nell'idea, nella forma, perché mi piacciono e preferisco le cose italiane, e anche nei forum esteri mi piace usare, quando possibile e quando non ha bisogno di traduzioni, l'italiano.... poi preferisco cose e articoli italiani anche su bellissime riviste francesi, come questo numero di Uniformi che è arrivato anche in riviera e che sto sfogliando: ci sono ben 9 articoli di autori francesi contro 3 italiani...

lo so sono di parte (io domani tifo Croazia!) ma guardate un paio di quelli italiani (quello sul tenente del genio telegrafisti e sul generale Baistrocchi) di un giovane "praticante" toscano e ditemi se gli italiani hanno qualche limite o complesso con le "grandi firme" d'oltralpe....


al prossimo!!!!
Oriano

Hai Ragione Mufasa,
mancano autori Italiani che nulla hanno di meno degli esteri.
Anche quel giovane ragazzo "praticante" è un ottimo divulgatore di articoli.


Mi è strapiaciuto anche il numero speciale sula RSI con firme di Amici collezionisti di grande spessore...speriamo nel futuro che anche altri si aggreghino.... anche tu Mufasa...


Altro grande numero.
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Massimo

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Vecchio 15-07-2018, 19.24.10   #17
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E in quello se ci fate caso una buona parte degli autori era italiana
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Vecchio 17-07-2018, 13.40.42   #18
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.... poi preferisco cose e articoli italiani anche su bellissime riviste francesi, come questo numero di Uniformi che è arrivato anche in riviera e che sto sfogliando: ci sono ben 9 articoli di autori francesi contro 3 italiani...
Ciao, Mufasa!

Grazie dei tuoi commenti e delle tue indicazioni, di cui prendo atto. Tuttavia, se come immagino sei stato un lettore di U&A, avrai notato di quanto la linea editriale sia molto simile a quella che segue Uniformi. Come nell'illustre progenitrice, visto io stretto legame che c'é fra l'edizione francese e quella italiana, vi sono giocoforza articoli che vengono mutuati dalla prima. E non si tratta di una qualsivoglia forma di sudditanza nei confronti dei transalpini, quanto di ragioni di natura squisitamente economica, ragioni dalle quali - visto il pubblico di nicchia a cui ci rivolgiamo - non è possibile prescindere. In ogni caso non riesco a capire come mai si continui a parlare dell'origine dell'autore di un articolo. Fin da quando mi sono affacciato a questo meraviglioso mondo, ho guardato alla sostanza del lavoro e non al paese che ha dato i natali a chi quel lavoro ha redatto. Non mi interessa se l'ha scritto un francese, un ucraino o un tailandese: un articolo è buono o non lo è a prescindere. Se avessi dovuto guardare ciò, quando ero piccolo non avrei potuto leggere niente, visto che mancava totalmente una qualsiasi bibliografia italiana! Mi piacerebbe che le critiche venissero mosse alla redazione di un articolo, alla sua profondità o all'apparato iconografico di cui è dotato. Non voglio credere che il discrimine possa essere rappresentato dalla nazionalità dell'autore. Spero che la stessa logica non venga applicata in modo inverso: mi dispiacerebbe non poco se in Francia i collezionisti non acquistassero il mio libro sui paracadutisti soltanto perché l'autore è un "mangiaspaghetti"!

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Vecchio 17-07-2018, 15.11.48   #19
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Ciao, Mufasa!

Grazie dei tuoi commenti e delle tue indicazioni, di cui prendo atto. Tuttavia, se come immagino sei stato un lettore di U&A, avrai notato di quanto la linea editriale sia molto simile a quella che segue Uniformi. Come nell'illustre progenitrice, visto io stretto legame che c'é fra l'edizione francese e quella italiana, vi sono giocoforza articoli che vengono mutuati dalla prima. E non si tratta di una qualsivoglia forma di sudditanza nei confronti dei transalpini, quanto di ragioni di natura squisitamente economica, ragioni dalle quali - visto il pubblico di nicchia a cui ci rivolgiamo - non è possibile prescindere. In ogni caso non riesco a capire come mai si continui a parlare dell'origine dell'autore di un articolo. Fin da quando mi sono affacciato a questo meraviglioso mondo, ho guardato alla sostanza del lavoro e non al paese che ha dato i natali a chi quel lavoro ha redatto. Non mi interessa se l'ha scritto un francese, un ucraino o un tailandese: un articolo è buono o non lo è a prescindere. Se avessi dovuto guardare ciò, quando ero piccolo non avrei potuto leggere niente, visto che mancava totalmente una qualsiasi bibliografia italiana! Mi piacerebbe che le critiche venissero mosse alla redazione di un articolo, alla sua profondità o all'apparato iconografico di cui è dotato. Non voglio credere che il discrimine possa essere rappresentato dalla nazionalità dell'autore. Spero che la stessa logica non venga applicata in modo inverso: mi dispiacerebbe non poco se in Francia i collezionisti non acquistassero il mio libro sui paracadutisti soltanto perché l'autore è un "mangiaspaghetti"!

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Carissimo,
mi rendo perfettamente conto che chi fa una rivista, con tanta passione e attenzione, debba per forza di cosa puntare a un risultato oggettivo che dia modo al suo lavoro e quello di tanti, di arrivare e interessare a un pubblico più ampio possibile, esattamente come un ristoratore che fa alta cucina, ma che deve comunque avere un menu anche per i bambini, per i vegetariani, o per i celiaci, o i bastian contrari: se fosse per me sarebbero articoli di soldbuch, di storia militare e magari tutti sulla Gotica. Per la stessa ragione non amo troppo i primi 50/60 numeri di Uniformi ed Armi, prima dell’”affrancazione” , prima che la riviste prendesse personalità e diventasse una “Albertelli” del periodo d’oro anche continuando a pubblicare marginalmente ancora articoli francesi (mi rendo conto che sono una miniera praticamente inesauribile).
E allora avanti coi "francesi" (sperando che siano sempre di meno (intendo come articoli sulla NOSTRA "Uniformi") e soprattutto con voi...
buon lavoro e al prossimo numero Oriano
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Vecchio 17-07-2018, 16.08.53   #20
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non lo ho ancora preso.la mia edicola ne prende di solito una decina e di solito la meta' rimane...l'ultima volta ce ne era rimasto solo 1 e solo,come mi disse l'edicolante,perche' aveva la copertina strappata e la ho presa io..in pratica ci lamentiamo che i giovani non gli interessa del nostro"hobby" ..ma visto cio'credo che la cosa ,invece ,sia in aumento...Speriamo che insieme non umentino anche i prezzi dei pezzi P.S. secondo me e' anche per l'aumento a dir poco,esponenziale, della ricerca con il metal che,sempre per come la penso,,basta guardare i molti siti su FB...se continuano a far vedere "cose" sensa conoscere la materia,tempo un paio di anni e faremo la fine di certe nazioni dove la ricerca e' vietata..accontentiamoci delle nostre leggi..scusate se sono uscito dal "seminato".come
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Vecchio 17-07-2018, 16.12.52   #21
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Ciao, Mufasa!

Grazie dei tuoi commenti e delle tue indicazioni, di cui prendo atto. Tuttavia, se come immagino sei stato un lettore di U&A, avrai notato di quanto la linea editriale sia molto simile a quella che segue Uniformi. Come nell'illustre progenitrice, visto io stretto legame che c'é fra l'edizione francese e quella italiana, vi sono giocoforza articoli che vengono mutuati dalla prima. E non si tratta di una qualsivoglia forma di sudditanza nei confronti dei transalpini, quanto di ragioni di natura squisitamente economica, ragioni dalle quali - visto il pubblico di nicchia a cui ci rivolgiamo - non è possibile prescindere. In ogni caso non riesco a capire come mai si continui a parlare dell'origine dell'autore di un articolo. Fin da quando mi sono affacciato a questo meraviglioso mondo, ho guardato alla sostanza del lavoro e non al paese che ha dato i natali a chi quel lavoro ha redatto. Non mi interessa se l'ha scritto un francese, un ucraino o un tailandese: un articolo è buono o non lo è a prescindere. Se avessi dovuto guardare ciò, quando ero piccolo non avrei potuto leggere niente, visto che mancava totalmente una qualsiasi bibliografia italiana! Mi piacerebbe che le critiche venissero mosse alla redazione di un articolo, alla sua profondità o all'apparato iconografico di cui è dotato. Non voglio credere che il discrimine possa essere rappresentato dalla nazionalità dell'autore. Spero che la stessa logica non venga applicata in modo inverso: mi dispiacerebbe non poco se in Francia i collezionisti non acquistassero il mio libro sui paracadutisti soltanto perché l'autore è un "mangiaspaghetti"!

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mangiaspaghetti?meglio gli spaghetti che le le lumache e le rane...
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Vecchio 17-07-2018, 17.47.37   #22
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Speriamo che sia come dici tu Claudio!
Tutto è subordinato alle dure leggi dell'economia. Se aumentano i lettori aumentano anche le risorse disponibili e quindi anche il livello di una rivista. Questo purtroppo è un hobby di nicchia e i budget sono sempre strimizziti. Penso che ci siano delle valide ragioni per cui la buona vecchia U&A ha chiuso i battenti, e molto probabilmente sono soprattutto economiche.
Quanto alla tavola, buoni gli spaghetti, ma se ho fame e non c'è altro in tavola mi vanno bene anche rane e lumache, a patto che siano ben cucinate
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Vecchio 20-07-2018, 16.53.01   #23
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Carissimo,
mi rendo perfettamente conto che chi fa una rivista, con tanta passione e attenzione, debba per forza di cosa puntare a un risultato oggettivo che dia modo al suo lavoro e quello di tanti, di arrivare e interessare a un pubblico più ampio possibile(...)
Ciao Oriano!

Più che al fatto che la rivista debba (necessariamente) rivolgersi ad un pubblico più ampio possibile, il discorso verteva sulla necessità - dettata da fini economici - di doversi avvalere di articoli provenienti oltralpe. Cosa che, comunque, io non vedo così di cattivo occhio, sempre che il materiale sia buono! Detto questo, stiamo continuando a lavorare perché la rivista sia sempre più italiana, come annunciato ormai già da qualche numero! Tutto ciò è però subordinato, come ha scritto Ironcrown nel suo intervento, alla quantità di lettori che acquistano Uniformi. Quindi l'obiettivo è quello di fidelizzare chi già conosce la rivista e far sì che sempre più appassionati ne vengano a conoscenza!
Noi, a testa bassa, continuiamo a lavorare, perché ogni due mesi possiate trovare Uniformi in edicola, sempre più bella e interessante!

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claudio Visualizza il messaggio
non lo ho ancora preso.la mia edicola ne prende di solito una decina e di solito la meta' rimane...l'ultima volta ce ne era rimasto solo 1
Ciao Claudio!

Speriamo allora che il trend continui e che l'edicolante venda, da allora in poi, tutte e dieci le copie che riceve!

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claudio Visualizza il messaggio
mangiaspaghetti?meglio gli spaghetti che le le lumache e le rane...
Su questo mi trovi d'accordissimo! Macché rane e lumache! A differenza dell'onnivoro Ironcrown, per il sottoscritto non c'é niente di più buono di un bel piatti di spaghetti con il pomodoro fresco!

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Ironcrown Visualizza il messaggio
Tutto è subordinato alle dure leggi dell'economia. Se aumentano i lettori aumentano anche le risorse disponibili e quindi anche il livello di una rivista. Questo purtroppo è un hobby di nicchia e i budget sono sempre strimizziti.
Esatto Manuel, è proprio così...

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Penso che ci siano delle valide ragioni per cui la buona vecchia U&A ha chiuso i battenti, e molto probabilmente sono soprattutto economiche.
Questo, credo, sia vero soltanto a metà. Di certo il lato economico non ha giocato a favore!

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Vecchio 20-07-2018, 19.08.06   #24
Ironcrown
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Su questo mi trovi d'accordissimo! Macché rane e lumache! A differenza dell'onnivoro Ironcrown, per il sottoscritto non c'é niente di più buono di un bel piatti di spaghetti con il pomodoro fresco!
Io caro Pik As se ho fame me te magno pure a te!
Sono schiavo del mio stomaco
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mostrine
Vecchio 21-07-2018, 22.18.28   #25
danco65
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Predefinito mostrine

grazie a questo numero di Uniformi ho finalmente scoperto che tipo di mostrine sono in possesso.
Immagini allegate
Tipo di file: jpg Mostrina aquila con ruota per forum.jpg (36.2 KB, 8 visite)

Ultima modifica di danco65 : 21-07-2018 22.27.15. Motivo: aggiunta foto
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